COLTIVAZIONE - PFTek

The following text is a translation and adaptation of Ziran's updated PF TEK guide. Many thanks

Scrivendo sul forum mi sono reso conto che la maggior parte delle persone, spaventata dalla difficoltà potenziale della coltivazione fai-da-te, decide di acquistare un grow kit. Benché questa sia sicuramente la via più facile, non sempre porta i risultati sperati. La PFTek è senza dubbio la tecnica più utilizzata, ampiamente conosciuta e praticata da anni. Il suo punto di forza è la semplicità. Personalmente non sono un amante della PFTek, ma per chi non volesse dedicare troppo tempo a questo hobby è senza dubbio la via che porterà i migliori risultati. Ho tradotto e adattato una guida ben fatta dal forum di Shroomery.

Occorrente

  • Vermiculite (a grana fine è l'ideale)
  • Farina di riso integrale (è importante che sia integrale. Di grano integrale può funzionare ma è più lenta a colonizzare e non la consiglio)
  • Barattoli in vetro (non devono avere restringimenti al collo)
  • Martello e un chiodo
  • Pentola a pressione o alternativamente una pentola grande con coperchio
  • Still air box (vedi guida introduttiva)
  • Camera di fruttificazione (SGFC o Monotub)
  • Fiamma
  • Perlite
  • Stagnola
  • Spruzzino
  • Trapano con punta da 6 mm (alternativamente si può usare un ferro/chiodo arroventato, serve per bucare la plastica per la camera di fruttificazione)
  • Alcool al 70% (sette parti di alcool puro e tre di acqua)
  • Spruzzino con acqua saponata
  • Lampada (da 5000K a 6500K è l'ideale)
  • Timer per la lampada
  • Siringa di spore (o altri inoculanti liquidi se si ha l'esperienza con agar sufficiente a prepararli)
  • Essiccatore per alimenti, acquistabile online per poche decine di euro, è a parer mio un acquisto obbligato. Qualsiasi metodo di coltivazione produrrà più funghi di quanti se ne possano consumare, e un'essiccazione efficace è il modo migliore per conservarli

Coperchi

005091194-20170320_175809.jpgCon il chiodo e il martello fare da 2 a 4 buchi nei coperchi. Più buchi significherà più punti di inoculazione, sarà necessario usare più soluzione di spore (comunque poche gocce) ma la colonizzazione avverrà più in fretta. Con meno buchi e meno punti di colonizzazione ci vorrà di più, ma si potranno inoculare più barattoli in relazione.

Substrato

  1. Prendiamo due parti di vermiculite e mettiamole in un contenitore capiente
  2. Aggiungiamo una parte d'acqua e mescoliamo a fondo
  3. Aggiungiamo una parte di farina e mescoliamo a fondo

Vogliamo ottenere l'ideale contenuto d'acqua (field capacity): strizzando la mistura devono uscire solo poche gocce d'acqua.

Barattoli

  1. Riempiamo i nostri barattoli con il substrato, lasciando un dito (circa) di spazio libero. Nel riempire i barattoli non pressiamo la mistura (per dare poi la possibilità al micelio di svilupparsi liberamente)
  2. Aggiungiamo uno strato di vermiculite asciutta a coprire
  3. Mettiamo il coperchio e ricopriamo il barattolo con uno strato, di alluminio (carta stagnola). Questo serve in primis ad evitare che eventuale condensa cada dal coperchio della pentola attraverso i buchi, secondariamente protegge il coperchio dall'aria non sterile a sterilizzazione terminata

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Sterilizzazione

Senza pentola a pressione

  1. Adagiamo sul fondo della pentola dei coperchi di barattoli o qualcosa che possa rialzare i barattoli evitando che vengano a contatto con il fondo della pentola (un cestino per le verdure al vapore ad esempio)
  2. Aggiungiamo acqua sufficiente a coprire il rialzo (idealmente 3/5 cm)
  3. Mettiamo i nostri barattoli sopra lo strato di alluminio. Non è necessario che siano in contatto con l'acqua, è il vapore che effettua la sterilizzazione
  4. Mettiamo il coperchio (assicurarsi di avere un coperchio il più ermetico possibile) e portiamo a ebollizione. Una volta arrivati a ebollizione, abbassare la fiamma al minimo e lasciar sobbollire per 90-120 minuti (120 per andare sul sicuro)
  5. Una volta terminato lasciate riposare (con il coperchio) fino a che i barattoli non siano completamente freddi. Idealmente lasciate riposare una notte.

Nel caso in cui il vostro coperchio non sia molto ermetico il vapore tenderà a uscire dalla pentola in misura maggiore, e si rischia di bruciare il fondo della pentola se non si controlla che l'acqua non finisca. È desiderabile avere un coperchio il più aderente possibile alla pentola. In ogni caso controllare periodicamente il livello dell'acqua ed eventualmente aggiungerne se necessario.
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Pentola a pressione

005151251-20170320_173745.jpgNegli altri articoli della serie COLTIVAZIONE consiglio la Presto 23 quart Pressure Canner. Nel caso non la si abbia, per la PFTek è possibile usare qualsiasi pentola a pressione se grande abbastanza

  1. Mettete il supporto metallico sul fondo della pentola a pressione e aggiungete l’acqua (3 litri se una Presto da 23 quarti, alternativamente consultate il manuale della vostra pentola a pressione). È necessario che ci sia sufficiente acqua per evitare che durante la sterilizzazione la pentola vada a secco e si danneggi.
  2. Mettiamo i barattoli sul supporto metallico, per evitare che il vetro venga a diretto contatto con il fondo della pentola. In mancanza di un rialzo adatto, è possibile costruirne uno o usare un cestino per le verdure al vapore. Fare comunque attenzione che il livello dell'acqua non sia troppo vicino al coperchio dei barattoli, o si rischia che l'acqua in ebollizione entri attraverso i buchi.
  3. Seguite le istruzioni della vostra pentola a pressione per portarla a 15 PSI e fate andare per 45/60 minuti. Nel caso la vostra pentola non raggiunga i 15 psi ma arrivi solo a 10 psi/70 kPa (la maggior parte delle pentole di fattura europea), aumentare il tempo di sterilizzazione. 90 minuti dovrebbero essere più che sufficienti.
  4. Una volta terminato lasciate riposare (con il coperchio) fino a temperatura ambiente (almeno 8 ore di solito, meglio tutta la notte).

La sterilizzazione in pentola a pressione, neanche a dirlo, è decisamente più efficace che in una pentola normale, e dove possibile è da preferire.

Inoculazione

  1. Prepariamo la SAB (Still Air Box) spruzzando le parenti con dell'acqua (vedi la guida introduttiva e quella sull'agar per ulteriori dettagli)
  2. Inseriamo i barattoli nella SAB, senza rimuovere la stagnola dal coperchio
  3. Spruzziamo con dell'acqua (o alcool) l'aria all'interno della SAB e attendiamo uno o due minuti perché tutte le goccioline si depositino
  4. Rimuoviamo la stagnola dai coperchi
  5. Sterilizziamo l'ago della siringa (contenente le spore) sulla fiamma finché questo diventi arancione, muoviamolo quindi velocemente all'interno della SAB e aspettiamo che si raffreddi (il calore ucciderebbe le spore). Non appoggiarlo, in seguito alla fiammata l'ago non deve toccare alcuna superficie non sterile
  6. Inseriamo l'ago in ogni buco del coperchio, inclinando la siringa in modo che l'ago tocchi il vetro del barattolo appena sotto lo strato di vermiculite asciutta. Una goccia o due di spore per ciascun buco dovrebbe bastare
  7. Ripetiamo il procedimento per ogni barattolo, fiammando nuovamente l'ago dopo ogni barattolo

Lasciamo i barattoli senza la copertura di alluminio, ma solo con il tappo. Questo per diversi motivi:

  • L'alluminio impedisce lo scambio gassoso e ciò può portare a un arresto della colonizzazione
  • L'alluminio potrebbe formare della condensa (il micelio produce calore e quindi umidità). Le gocce di condensa potrebbero cadere sullo strato di vermiculite secca, compromettendone la capacità di filtrare eventuali contaminanti

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Incubazione e attesa

Questa è la parte più lunga di tutto il processo, l'attesa. L'incubazione deve avvenire a temperature non inferiori ai 20 °C e possibilmente non superiori ai 30 °C. La germinazione normalmente necessita di una settimana mentre la colonizzazione completa avviene in un periodo che va dalle 2 alle 4 settimane. Possiamo lasciare i barattoli in attesa semplicemente su una mensola, la temperatura casalinga ricade generalmente nel range accettabile. Una volta che i barattoli sono completamente colonizzati bisogna attendere una settimana per consolidarli. Dopodiché è ora della fruttificazione!

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I diversi stadi della colonizzazione

Apertura barattoli, dunk & roll

Estrazione della tortina

A completa colonizzazione e consolidazione, è il momento di aprire i barattoli e estrarre la tortina, che sarà diventata un blocco solido a questo punto. Per estrarla è sufficiente capovolgere il barattolo e dare dei colpetti sul fondo, la tortina dovrebbe uscire. Non è necessario avere particolare accuratezza a lavorare in sterilità, in primo luogo perché a meno di lavorare in una SAB o cappa a flusso laminare ciò non è possibile, in secondo luogo perché a completa colonizzazione la tortina è molto resistente ai contaminanti, in quanto ogni millimetro di materiale nutriente è inviluppato dal micelio. Detto questo, è comunque buona prassi mantenere un ambiente di lavoro pulito e lavarsi le mani prima di maneggiare le tortine. A questo punto rimuovere lo strato di vermiculite asciutta sotto acqua corrente.
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Dunk

Il termine dunking si riferisce all'immersione in acqua della tortina, che deve essere lasciata in ammollo per circa 20 ore dopo essere stata estratta dal barattolo. Questo fornirà al micelio l'acqua necessaria per la produzione dei funghi, che sono composti per la maggior parte d'acqua. Va benissimo l'acqua del rubinetto (se potabile e non eccessivamente clorata), non è necessario utilizzare acqua in bottiglia, deionizzata o sterilizzata. Le tortine possono essere messe a bagno nei loro stessi barattoli o se in numero abbondante sommerse tutte insieme in contenitori più grandi.
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Roll

Letteralmente “rotolare” la tortina nella vermiculite. Dopo il dunking, è il momento di ricoprire la tortina con la vermiculite su tutti i lati. Questo strato servirà a mantenere l'umidità della superficie del micelio ed evitare che si secchi troppo velocemente.
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Fruttificazione

Dopo il dunk & roll, la tortina è pronta per essere inserita nella camera di fruttificazione, che servirà a garantire le condizioni ottimali per la crescita dei funghi (umidità, aria fresca, luce). La camera di fruttificazione può essere una monotub (vedi COLTIVAZIONE - Bulk: fruttificazione) o più comunemente una SGFC (Shotgun Fruiting Chamber). Vediamo il design di quest'ultima.

SGFC: Shotgun Fruiting Chamber

Shotgun fruiting chamber
Una SGFC è una scatola con coperchio in plastica trasparente con buchi di circa 6 mm di diametro su tutti e sei i lati a distanza di 5 cm l'uno dall'altro. La scatola viene poi riempita con 10-13 centimetri di perlite. La perlite deve essere precedentemente lavata, sia perché fornisca l'umidità necessaria, sia per rimuovere la polvere che potrebbe raccogliersi sul fondo della SGFC e ostruire i fori. Alcuni pezzi di perlite possono occasionalmente fuoriuscire dai buchi sul fondo, è normale.

La grandezza della scatola è indicativa. Deve esserci spazio per la perlite più una quindicina di centimetri per le tortine e lo sviluppo dei funghi (se non di più). Scatole molto grandi possono portare le tortine ai bordi ad asciugarsi più velocemente a causa del flusso d'aria non uniforme. Scatole troppo piccole possono non essere sufficienti a creare il flusso d'aria necessario. Un buon compromesso è una scatola intorno ai 60 litri, che è la dimensione di SGFC più usata.

Condizioni superficiali e ricambio d'aria

La SGFC è pensata per garantire un ricambio d'aria costante e un'umidità sufficiente, il tutto attraverso naturali correnti d'aria. L'aria fresca, ricca di ossigeno, entra dai buchi sul fondo e sale verso l'alto insieme all'umidità fornita dalla perlite umida. L'aria umida salendo fuoriesce dagli altri fori, e la pressione negativa che si crea garantisce un afflusso costante di aria fresca. Ovviamente l'aria fresca entra un po' dappertutto, ma è fondamentale la presenza della perlite umida che garantisce un certo flusso nell'aria e una certa umidità.

La SGFC non deve trovarsi direttamente su una superficie piatta, ma deve essere elevata. Se questo requisito non viene rispettato, l'aria non può salire dai buchi sul fondo e viene meno il principio base di funzionamento. Si può elevare usando delle tazze o dei coperchi di barattoli impilati, per un minimo di almeno 5 cm.

Si sconsiglia l'utilizzo di una ventola o aria condizionata nella stanza, in quanto ciò porterà a uno sconvolgimento delle naturali correnti d'aria e seccherà l'interno della SGFC molto, molto in fretta. Al contrario della monotub, il design della SGFC prevede un ricambio d'aria molto maggiore, e ciò significa che è richiesta una nebulizzazione periodica per evitare che le tortine di secchino.
Le tortine devono essere spruzzate con acqua finché sono completamente bagnate. Il momento in cui le tortine sono umide ma non più visibilmente bagnate, è il momento di spruzzare ancora. I funghi necessitano di molta acqua per crescere bene. È abbastanza normale nebulizzare dalle 3 alle 6 volte al giorno. La continua evaporazione di acqua dalla superficie delle tortine è un'importante stimolo alla formazione dei primordi (i pins). Le tortine devono essere spruzzate direttamente e abbondantemente, spruzzare le pareti è del tutto inutile. Alcuni coltivatori arrivano a sventolare l'interno della SGFC con il coperchio appena dopo aver spruzzato, per rimuovere l'umidità dall'aria e favorire l'evaporazione. Non è chiaro se questa pratica faccia effettivamente la differenza, in ogni caso è importante farlo solo dopo aver nebulizzato e per un attimo (bastano un paio di sventolate), altrimenti si rischia che le tortine si asciughino eccessivamente. Appena dopo il dunking, evitare di nebulizzare per almeno 12 ore, questo aiuta la vermiculite ad aderire bene alla superficie della tortina.

Le tortine, una volta collocate all'interno della SGFC, non devono appoggiare direttamente sulla perlite, perciò conviene tagliare pezzetti di carta stagnola delle dimensioni della tortina oppure usare i coperchi dei barattoli. Se si usano i coperchi dei barattoli, è possibile adottare anche la pratica del bottom watering, descritta nel paragrafo successivo.

La condensa si può formare sui muri della SGFC quando la differenza di temperatura tra interno e esterno è eccessiva. Una SGFC ben fatta non dovrebbe avere questo problema. Se ciò si verifica, è indice di un ricambio d'aria non sufficiente, ed è quindi un campanello di allarme (lungi dall'indicare un'appropriata umidità).

Bottom watering

Bottom wateringI funghi sono composti per il 90% d'acqua, e durante la fruttificazione il substrato (la tortina) perderà quindi una significativa quantità d'acqua. All'atto pratico, la quantità d'acqua che forniamo al substrato è uno dei fattori limitanti la resa finale della coltivazione. Per questo motivo si fa il dunking delle tortine, per questo motivo le frequenti nebulizzazioni. Il bottom watering non è altro che un ulteriore metodo per fornire acqua utile al substrato in maniera graduale e mantenerlo sempre saturo.
Invece della stagnola, è possibile sistemare la base delle tortine su coperchi di barattoli. In questo caso il bottom watering consiste semplicemente nell'aggiungere acqua nei coperchi, come si aggiungerebbe acqua nel sottovaso di una pianta. Il micelio la assorbirà per capillarità e la distribuirà con facilità attraverso la tortina. Questo passaggio riduce anche la frequenza delle nebulizzazioni necessarie per mantenere l'umidità superficiale necessaria.
Il momento ideale per il bottom watering è quando si formano i primi pins, e il micelio ha la maggiore necessità di acqua. Vedrete l'acqua nel coperchio sparire e i funghi aumentare di dimensione. Se una tortina non assorbe più l'acqua nel giro di 3 o 4 giorni, vuol dire che è satura e si può evitare di aggiungerne altra per un po', fino a che i frutti non raggiungono delle buone dimensioni.

Utilizzando tutte le tecniche finora elencate è possibile portare le tortine a produrre dai 4 ai 7 raccolti, finché non abbiano esaurito tutti i nutrienti e siano diventate una frazione del loro volume originale, o finché non siano vittime di contaminazione.

Illuminazione

Nonostante i funghi non siano organismi fotosintetici, la luce è un fattore importante per il loro sviluppo. Di seguito alcuni esempi di illuminazione artificiale:
Illuminazione laterale Illuminazione dall'alto

Sterilità

Mentre l'inoculazione del substrato sterilizzato è un processo delicato da condurre in SAB, il substrato completamente colonizzato dal micelio è estremamente resistente alla contaminazione. D'altronde, nessun processo che segue l'apertura dei barattoli è sterile. Il dunk & roll non lo è, come non lo è il bottom watering o l'interno della SGFC. Non è necessario adoperare cure particolari nel maneggiare le tortine colonizzate, ed eventuali contaminazioni sono più probabilmente dovute a un'insufficiente sterilizzazione che a una contaminazione esogena. Non voglio incoraggiare la sporcizia, l'igiene è fondamentale in questo hobby. Inserisco questo paragrafo per anticipare le numerose domande che molti avranno circa i vari processi, ad esempio:

  • Devo indossare i guanti quando maneggio le tortine?
  • Devo sterilizzare l'acqua che uso per il bottom watering?
  • Devo indossare una mascherina quando maneggio le tortine?
  • Qual è il modo migliore per disinfettare la SGFC?
  • La perlite la devo sterilizzare?
  • etc. etc.

Una domanda che non rientra nella sterilità, ma è comunque irrilevante, è sul tipo di acqua da utilizzare. Come ho già detto precedentemente, va benissimo quella del rubinetto.

Monotub

È possibile fruttificare anche in una monotub se già la si ha a disposizione. Le tortine vengono tenute nei rispettivi vasetti e viene aggiunto uno strato di casing di vermiculite.
Come ho menzionato nella guida introduttiva, è possibile frantumare le tortine e mescolarle a un substrato di bulk. È un buon modo per sperimentare le tecniche di coltivazione in bulk se non si è in possesso di una pentola a pressione adatta. Le ultime due pagine nei link utili dettagliano questi due procedimenti.

Raccolta

Questo passaggio è abbastanza lineare. Si può utilizzare un coltello o delle forbici per tagliare il fungo alla base, oppure raccoglierlo a mano con un movimento rotatorio (twist and pull). Raccogliendo a mano può capitare che parte del substrato venga rimossa accidentalmente, per cui personalmente non lo raccomando.

I funghi prodotti saranno più di quanti ne possiamo consumare, anche perché dopo un'assunzione, per quanto ingente, è necessario aspettare una o due settimane perché i funghi facciano di nuovo effetto. Il modo più facile di conservarli a lungo è essiccarli, e un essiccatore è il modo migliore per ottenere un risultato soddisfacente. Alcuni utilizzano sali igroscopici (essiccazione chimica) o forni ventilati, ma a parer mio l'essiccatore deve già essere considerato parte dell'investimento iniziale. È possibile acquistarlo per poche decine di euro online o nei negozi. Ad essiccazione avvenuta, i funghi devono spezzarsi come grissini, altrimenti significa che contengono ancora troppa acqua. Indicativamente, il loro peso deve essere un decimo di quello iniziale da freschi. Ho potuto notare che le ultime parti a seccarsi sono la base del gambo e l'attaccatura tra il gambo e il cappello.

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