COLTIVAZIONE - Cannabis outdoor con tecniche di agricoltura naturale

Premessa

L'anno scorso avevo preparato questo documento preliminare per una consistente coltivazione di cannabis da fiore (CBD) in pieno campo. Purtroppo per cause di forza maggiore non ho poi avuto la possibilità di realizzarlo… Spero in futuro di poter mettere in pratica e redigere una guida accurata. In ogni caso è applicabile anche a varietà che producono THC e può essere uno spunto per riportare alcune di queste tecniche anche su piccola scala.

In questo caso il sesto d'impianto sarebbe stato di 1,5m di distanza sulla fila e di 2m di distanza tra le file cosi che tra le file si possano avere dei camminamenti di 0,5m in modo da non calpestare e compattare il suolo dove crescono le piante. Le piantine di cannabis sarebbero state trapiantate in campo a fine maggio/inizio giugno, starebbero state posizionate in buche scavate con una trivella in cui vi sarebbe stato aggiunto del vermicompost al terreno. Il terreno va lavorato solo al primo anno di impianto prima della semina delle specie leguminose con aratura superficiale o ancora meglio con una vangatrice, dopodiché il terreno non andrà più lavorato.

Coltivazione outdoor

L'approccio che si intende adottare è quello dell'agricoltura naturale, si punta quindi ad avere un agroecosistema complesso e il più autosufficiente possibile con un suolo sano e vivo che provvede ai fabbisogni delle piante. Tutto ciò consente di ridurre gli interventi, gli apporti esterni di materia ed energia (a parte quella del sole ovviamente) e di ridurre al minimo i costi di produzione. Vanno presi in considerazione molti fattori per la progettazione corretta a tal fine ma per questo si rimanda alla permacultura. Come detto sopra questo è un documento preliminare e sintetico da cui poter prendere spunto.

Parlando di agricoltura naturale non si dovrebbe far riferimento ad irrigazione e fertilizzazione ma qui è prevista almeno nei primi anni di impianto finché il suolo e l'agroecosistema non raggiunga la maturità e un buon equilibro. Inoltre si può migliorare la gestione dell'acqua attraverso la realizzazione di swale, stagni, biorollo, ecc.

Pacciamatura verde

Si mantiene una copertura permanente di Leguminose, in modo da:

  • ostacolare lo sviluppo delle infestanti durante l'estate;
  • ridurre l'evapotraspirazione del terreno consentendo un risparmio di acqua irrigua;
  • proteggere il suolo dall'erosione e dalle alte temperature e migliorarne la struttura favorendo l'infiltrazione dell'acqua piovana;
  • favorire i microrganismi (tra cui gli azotobatteri) e gli insetti utili con conseguente controllo dei patogeni;
  • apportare sostanza organica al terreno
  • apportare azoto al suolo attraverso il processo di azotofissazione così da poter diminuire inizialmente e poi addirittura eliminare le fertilizzazioni azotate.

Le specie qui prese in considerazione sono:

  • Erba medica (Medicago sativa), pianta erbacea perenne alta fino a 1m con radici profonde, migliora la penetrazione dell'acqua, azotofissatrice e aiuta ad accumulare nel suolo ferro, magnesio, fosforo e potassio. Mal sopporta ristagni idrici e terreni acidi. Si può seminare da marzo a settembre con 20-30kg/ha in coltura pura.
  • Ginestrino (Lotus corniculatus), erbacea perenne alta 0,4-0,7 m, ad apparato radicale fittonante e robusto, azotofissatrice, resiste agli eccessi di umidità del terreno, resiste al secco ed al freddo, tollerante ai terreni acidi, pH ottimale intorno a 6,5. Pregiato per molti insetti. Semina in primavera o fine estate, 15-20kg/ha in coltura pura.
  • Veccia estiva/invernale (Vicia sativa/villosa), specie annuale a portamento rampicante, molto rustica e adattabile: cresce in terreni da leggeri ad argillosi, poco soggetti a ristagno idrico con pH compreso tra 5,5 e 8, soffre il ristagno idrico (veccia ungherese più adatta a suolo umido), grande capacità azotofissatrice, di copertura e soppressione delle infestanti. Semina primaverile (sativa) o da agosto ad ottobre (villosa) con dosi di 70-100kg/ha in coltura pura.
  • Trifoglio bianco (Trifolium repens) erbacea perenne con steli prostrati, striscianti sul terreno, apparato radicale superficiale, azotofissatrice. Esistono differenti varietà con taglie e optimun pedoclimatici differenti, generalmente predilige terreni freschi con buona disponibilità idrica, resistente al freddo, mal sopporta elevate temperature accompagnate da siccità. Si adatta a suoli sia acidi che alcalini, con pH 5 e 8. Il portamento strisciante preserva il prato dagli utilizzi più intensi e dal calpestamento. Semina da febbraio ad ottobre con 8-10 Kg/ha in coltura pura.

Ovviamente esistono diverse altre specie di leguminose valide a seconda dele caratteristiche pedoclimetiche.

L'azotofissazione

La quantità di azoto fissato da queste piante in condizioni ottimali può essere ben al di sopra del fabbisogno della Cannabis, che per la coltivazione industriale viene riportato essere di circa 80kg/ha considerando che anch'essa è una pianta azotofissatrice anche se in misura minore rispetto alle Leguminose. Altro fattore importante da tenere in considerazione è che delle Leguminose non si effettuerà nessun raccolto ma tutta la biomassa prodotta verrà lasciata in campo e con essa tutto l'azoto incorporato, sia quello asportato dal terreno che quello fissato dall'atmosfera. È stato riscontrato che per le leguminose perenni l'efficienza dell'azotofissazione aumenta al secondo anno, si prevede di conseguenza la possibilità almeno per il primo anno di impianto di poter intervenire comunque se necessario con la fertirrigazione. Ci sono diversi fattori che hanno influenza sull'azotofissazione, molto importante è la quantità di azoto minerale presente nel terreno che rappresenta un inibitore della nodulazione e quindi della fissazione. In genere l'azione inibitoria è più marcata per lo ione nitrato che per l'ammonio. Detto ciò, risulta altrettanto importante avere una giusta dotazione di N starter, cioè una concentrazione adeguata di azoto minerale disponibile al momento della semina, infatti concentrazioni di nitrati tra 2.5 e 10 mg/l sono favorevoli per una maggiore crescita iniziale dei noduli dei rizobi. È stato riscontrato che la crescita delle Leguminose in consociazione con le Graminacee aumenta la quantità di azoto fissato, ciò accade perché la graminacea crescendo sottrae parte dell'azoto alla leguminosa che per far fronte al suo fabbisogno aumenta l'azotofissazione.

Fertirrigazione

Sarà installato un impianto di irrigazione a goccia che assolverà la duplice funzione di irrigazione e fertilizzazione. Si valutano le opzioni di utilizzare dei gocciolatori o dei microirrigagatori microjet. Utilizzando i gocciolatori, in base alla tessitura del suolo e alla portata, si avrà un certo volume di suolo in cui si distribuirà l'acqua irrigua, importante è considerare anche il volume di acqua che si intende distribuire per pianta in modo da calcolare il tempo di irrigazione necessario. Utilizzando i microjet il diametro di suolo bagnato, con valori a partire da 1.5 m, non risente della tessitura ma va in base al microjet scelto e alla pressione, inoltre anche le portate sono maggiori, già con 1 bar si possono avere valori di 35 l/h.

Il macerato di Ortica

Favorisce la formazione di Humus, è ricca di vitamine e ferro, azoto, acido formico, composto di sali potassici e calcio e acido salicilico prontamente solubili e disponibili in caso di necessità, carenze o stress. Il macerato di Ortica si avvicina alla consueta fertilizzazione ed è preferibile irrorarlo al piede della pianta, per via radicale. Ottimo in caso di siccità e stress da calore, può essere impiegato a seguito di trapianti durante il periodo estivo per limitare lo stress da trapianto sostenendo la ripresa vegetativa della pianta.
L'ortica va raccolta quando è ben formata, di un bel colore verde. Meglio al mattino in giorni di foglie e con Luna ascendente (vedi calendario biodinamico). Si usa tutta la parte aerea comprendente stelo e foglie (no radici). Per la raccolta è meglio usare guanti. La percentuale di ferro è massima in aprile e settembre mentre si riduce in estate anche se, comunque, il periodo migliore per la raccolta è precedente alla fioritura. Se cresce in pieno Sole sarà più ricca di acido formico, quindi disporrà di una efficace azione insettifuga, mentre se cresce all'ombra avrà una buona azione concimante. Potrà essere usata comunque e indipendentemente dall'ambiente di crescita sia per uno scopo che per l'altro. Ovviamente non dovrà essere raccolta in prossimità di ambienti contaminati. Per ottenere un buon macerato d'ortica si consiglia di usare 1 kg di pianta verde o 200 g di pianta secca, per 10 lt d'acqua fredda, possibilmente piovana. Immergere il sacco di iuta contenente l'ortica in un recipiente con la quantità d'acqua desiderata. Si sconsiglia l'utilizzo di contenitori metallici. Il contenitore non dovrà essere chiuso ermeticamente. Il macerato di ortica va a questo punto mescolato almeno una volta al giorno. Si possono preparare diversi tipi di macerato, a seconda del tempo di preparazione dello stesso. Qui diamo tre indicazioni: macerato di 24 ore, di 7 giorni, di 15 giorni, anche se bisogna tener conto che d'estate, con le alte temperature, queste tempistiche possono essere minori:

  • Macerato di ortica di 24 ore non diluito. Si utilizza concentrato, senza aggiunta di acqua, come antiparassitario per combattere gli afidi, all'inizio del manifestarsi dell'infestazione, su piccoli focolai di insetti;
  • Macerato d'ortica di 7 giorni diluito con acqua 1:20. In questo caso diluiamo un litro di macerato concentrato con 20 litri d'acqua, avremo una soluzione per prevenire gli attacchi di parassiti e di malattie fungine, da distribuire uniformemente su tutto il campo di coltivazione, in via preventiva rispetto al sorgere dell'infestazione, in quanto funge da repellente;
  • Macerato d'ortica di 15 giorni diluito con acqua 1:50. Questa diluizione consente di utilizzare il composto come concime organico, da applicare direttamente sul terreno nelle fasi di crescita iniziale delle coltivazioni.

Come fertilizzate azotato può benissimo essere usata l'urina diluita in acqua con rapporto 1:10.

Consociazioni ausiliarie

Le piante crescono meglio all'interno di un ecosistema sano e ricco in biodiversità. Piantare nelle immediate vicinanze colture di altre specie vegetali può aiutare a proteggere le piante di cannabis. Si migliora la qualità del suolo e la salute delle radici, si creano habitat per microrganismi e insetti benefici, si tengono lontano i parassiti.

  • Achillea (Achillea millefolium) pianta erbacea perenne, taglia 80/90 cm, attira diverse specie predatrici come coccinelle, Sirfidi, larve di Crisopidi ed alcune specie di piccole vespe parassite capaci di uccidere molti degli insetti potenzialmente pericolosi per le colture. Il terreno può essere di qualsiasi tipo. Aumenta la produzione di oli essenziali delle piante vicine. Può essere disposta nelle bordure. Semina da aprile a luglio.
  • Camomilla (Matricaria chamomilla) erbacea annuale, biennale se seminata in agosto, taglia 50 cm. Aiuta a migliorare la qualità del suolo. Riesce a catturare ed accumulare calcio, zolfo e potassio. Quando la pianta subisce una rottura o muore, rilascia queste sostanze nutritive nel terreno. Funziona come repellente per alcuni insetti, come zanzare e mosche bianche e nematodi. Il suo infuso accelera la fermentazione delle sostanze organiche. Quando viene calpestata o danneggiata tende a riprendersi con maggiore vigore. Può essere piantata lungo i sentieri o nelle zone si passa con maggiore frequenza. pH tra 5.5 e 7.5, teme i ristagni idrici. Semina da aprile ad agosto, germina alla luce.
  • Melissa (Melissa officinalis) erbacea perenne, taglia 50/90 cm. Aiuta ad allontanare le zanzare e i moscerini del terriccio, mentre attrae all'interno delle colture api ed altri impollinatori. Esposizione mezz'ombra, evitare ristagni idrici e terreno troppo secco. Germina alla luce, semina in primavera
  • Aneto (Anethum graveolens) erbacea annuale, si autosemina, taglia massima 90 cm. Attira gli insetti benefici, come api, vespe Sirfidi, Icneumonidi. Le larve delle farfalle Papilionidi sono particolarmente ghiotte di aneto e potrebbero preferire questa pianta alla vostra marijuana. Inoltre è efficace contro afidi, lepidotteri Trichoplusia, Coreidi e ragnetto rosso. Allo stato naturale vegeta su terreni secchi, calcarei o silicei e con quantità scarsa di sostanza organica. Semina da aprile ad inizio agosto.
  • Lavanda (Lavandula angustifolia) erbacea perenne, alta 30-50 cm. Attira diverse specie di insetti che si cibano di nettare, repellente contro zanzare, pulci, zecche, tarme e topi. Resistente alla siccità, tollera poco terreni argillosi acidi, umidi e soggetti a ristagno idrico. Seminare tra aprile e giugno.
  • Coriandolo (Coriandrum sativum) erbacea annuale, altezza 40-60 cm. Allontana afidi, dorifora della patata e ragni rossi. Le mosche Tachinidae, i sirfidi e una gran varietà di vespe predatrici di parassiti saranno attratte creando così una barriera difensiva contro gli insetti dannosi. Si possono macinare i semi e prepararci un tè, spruzzando poi il liquido raffreddato sulle piante per tenere alla larga gli afidi. Molto adattabile ma preferisce un terreno ben drenato. Semina da marzo ad agosto.
  • Calendula (Calendula officinalis) pianta erbacea annuale, taglia 30/40 cm. Attira gli insetti impollinatori. Il suo apparto radicale migliora il terreno ed è in grado di tenere lontano pericolosi parassiti del terreno quali i nematodi, è un deterrente per scarafaggi e cicaline, coleotteri parassiti come lo Epilachna varivestis. Specie molto rustica, allo stato selvatico si adatta ai campi incolti, alle bordure e alle zone ruderali. Semina in primavera o verso fine estate per fioritura nell'anno successivo.
  • Menta piperita (Mentha piperita) erbacea perenne, altezza fino a 70 cm. Attira le api e respingere formiche, pulci, afidi e coleotteri. Anche i topi non gradiscono i giardini con piante di menta. Molto adattabile e resistente, dimostra di essere piuttosto tollerante a lunghi periodi di siccità e di saturazione d'acqua. Si consiglia la riproduzione per stoloni.
  • Basilico (Ocimum basilicum) erbacea annuale, taglia 40/50 cm. Funge da deterrente per afidi, criocera dell'asparago, zanzare, sfinge del tabacco e mosca bianca, attira farfalle ed altri organismi benefici per le colture agricole. È molto sensibile alle basse temperature e ristagno idrico, cresce bene in un luogo ben esposto al sole.Semina tra aprile e giugno.
  • Borragine (Borrago officinalis) erbacea annuale, altezza fino a 1 m. È piuttosto robusta e adattabile, rilascia vitamine e minerali nel terreno. I suoi fiori attraggono api e vespe, che fungono da repellente per animali dannosi come bruchi dei cavoli e larve di mosche bianche. Grazie al suo contenuto minerale, la borragine è ideale come fertilizzante o concime secco. Quando le foglie invecchiano e ingialliscono, tagliatele e spargetele intorno alla base delle altre piante. Ricca di Calcio, Potassio e Vitamina C, migliorerà la qualità del compost con un'aggiunta extra di vitamine e minerali. Semina da aprile a luglio.
  • Aglio (Allium sativum), cipolla (Allium cepa) e scalogno (Allium ascalonicum) emettono sostanze repellenti e tossiche per gli insetti. Il momento ideale per la messa a dimora dell'aglio e lo scalogno è l'autunno, da settembre fino a dicembre. Nei climi più miti è possibile anche piantarlo in tardo inverno fino all'inizio della primavera. Per la cipolla il periodi dipende dalle varietà, ne esistono di primaverili ed invernali. Sono da piante sulle bordure delle file.

Coltura di copertura invernale

La principale funzione delle cover crop (colture di copertura) è quella di coprire il terreno durante il periodo in cui non si coltiva la Cannabis allo scopo di proteggerlo dai fenomeni erosivi. Queste colture, inoltre, svolgono anche il ruolo di catch crop, cioè catturano i nutrienti, in particolare quelli più mobili, come i nitrati, che vengono immobilizzati nella biomassa vegetale e sottratti alla lisciviazione in falda durante le piogge autunnali. Altri fattori da tenere in considerazione sono l'aumento della sostanza organica nel suolo e della sua fertilità e il contenimento delle malerbe oltre al fatto di avere a disposizione dell'ottima pacciamatura a maggio già pronta in campo. Le specie da tenere in considerazione sono una consociazione di un cereale invernale con delle leguminose.
Tra i cereali:

  • Il grano è più resistente della segale a condizioni di umidità, però troppa umidità causa una crescita inferiore, per soffocamento. Eccessiva umidità inibisce la radicazione, mentre molto sole la incoraggia. Il grano è relativamente tollerante verso i suoli che sono solo moderatamente ricchi, e con pH abbastanza basso (circa pH 5,5 e superiore).
  • La segale è molto suscettibile all'asfissia radicale e alle inondazioni ma molto resistente al freddo. D'altro canto è tollerante al pH basso (ottimale a 5,5) e può essere coltivata anche su suoli di pH 5 o inferiore. Il suo forte vigore le permette di utilizzare suoli poveri sabbiosi, e le sue potenti radici possono esplorare la roccia madre per disciogliere elementi fertilizzanti in profondità. La sua gettazione laterale (talli) particolarmente forte e rapida e la liberazione di composti allelopatici (rilasciati anche dalla paglia in decomposizione) consente una riconosciuta aggressività nei confronti delle malerbe. Ha un ciclo più breve rispetto agli altri cereali.
  • L'orzo è abbastanza sensibile al pH basso (minimo pH circa 5,5) ed è inadatto ai suoli acidi. È molto resistente alla siccità e preferisce suoli limosi, anche relativamente poveri.
  • L'avena tollera suoli poveri e acidi ma è suscettibile al freddo, tuttavia una semina precoce e una copertura a protezione del raccolto ne accrescono la sua resistenza. Nonostante questo, è riservata ai climi leggermente umidi come quello inglese, irlandese, scozzese.

Per quanto riguarda le leguminose:

  • Veccia invernale (Vicia villosa Roth.), leguminosa particolarmente resistente al freddo, che produce una buona quantità di biomassa e svolge un importante ruolo nell'arricchimento di nutrienti, grazie alla capacità azotofissatrice.
  • altre leguminose, sono le specie perenni che rimangono in campo dopo la raccolta della canapa, erba medica, trifoglio bianco e ginestrino.

Il cereale e la veccia si possono seminare già dopo il 21 giugno ma per questioni pratiche è meglio a settembre quando la coltura della canapa è quasi terminata. La semina precoce (precoce poiché nell'agricoltura convenzionale per i cereali normalmente si effettua a novembre) permette di poter utilizzare una minore quantità di seme favorendo l'accestimento del cereale ed aumentando il periodo di crescita vegetativa e quindi la produzione di biomassa, inoltre elimina il problema delle carenze di carbonio e azoto. La tecnica di semina consigliata è a spaglio e superficiale incorporando i semi in palline di argilla seguendo il metodo Fukuoka. Non si effettua nessuna lavorazione del suolo. La quantità di seme per il cereale a settembre è di circa 45 kg/ha contro i 180 kg/ha per la semina in novembre (col passare di ogni mese raddoppia partendo dai 5 kg/ha a luglio).
Sono da ricercare varietà resistenti al freddo, con elevata capacità di accestimento e a paglia lunga, quindi le varietà antiche sarebbero da preferire a quelle moderne.
A maggio, qualche settimana prima della messa a dimora delle piante di Cannabis si effettua lo sfalcio o in alternativa l'allettamento con un rullo sagomato (roller crimper). Bisogna però attendere l'antesi del cereale per evitare che ricacci, per questo motivo la segale è consigliata in quanto precoce rispetto ad altri cereali, anche nella ricerca della varietà va tenuto in considerazione questo fatto.
Tutta la paglia va lasciata in campo in modo che funga da pacciamatura e venga decomposta restituendo al suolo i nutrienti che ha incorporato ed arricchendolo in sostanza organica, la presenza delle Leguminose garantisce un corretto rapporto C/N per la decomposizione.

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